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"Milano Calibro9", "Quelli della Calibro38", "Napoli Violenta", "Milano Trema: la Polizia vuole giustizia", "Roma a mano armata", "La Polizia ringrazia", "Il cinico, l'infame, il violento", "Il cittadino si ribella"...sono solo alcuni dei titoli che hanno ispirato e dato vita al nostro Calibro70. Un cortometraggio che non si limita al semplice omaggio, ma in qualche modo vuole reinterpretare, anche con la giusta ironia, un grande genere cinematografico che ha caratterizzato l'Italia degli anni '70: il poliziesco.

 

Questo filone, riconiato negativamente "poliziottesco" dalla critica dell'epoca, nasceva nel periodo d'oro della produttività cinematografica italiana (anche 300 film all'anno); era il periodo in cui i film italiani venivano co-prodotti internazionalmente e commercializzati quindi anche all'estero.

 

Un modo di fare cinema che purtroppo gli italiani hanno smesso di fare da parecchio tempo. Proprio con l'intenzione di provare a rievocare certe atmosfere, certe situazioni e certi personaggi, Alessandro Rota e Ivan Fabio Perna hanno scritto Calibro70, con la consapevolezza di trovarsi davanti ad un progetto che avrebbe avuto non poche difficoltà, data la sua natura completamente indipendente. Studiando le storie portate in scena da registi come Enzo G. Castellari, Umberto Lenzi, Massimo Dallamano e i personaggi interpretati da attori come Tomas Milian, Maurizio Merli , Franco Nero, Gastone Moschin, la struttura di Calibro70 è stata definita in breve tempo.

 

Di tempo ne è passato parecchio da quando la sceneggiatura era ormai pronta per essere portata sul set. Scena dopo scena, difficoltà dopo difficoltà, pallottola dopo pallottola, Calibro70 può essere finalmente presentato completo.

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